Si dice che ogni società democratica ha gli uomini politici che si merita. Sono d’accordo, ma aggiungerei che spesso sono gli uomini politici ad avere gli elettori che si meritano. Avete mai visto una convention di Forza Italia?
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Brunetta ora si applica al lavoro femminile. Pensa alle donne, è meglio che lavorino un po’ di più, dice: «Per il loro bene». Un pensiero davvero gentile da parte sua «È l’ora di finirla con le discriminazioni». Dunque tutte al lavoro fino a 65 anni. Vorremmo suggerire al ministro Brunetta altri due esempi di vera discriminazione di genere sul luogo di lavoro, due questioni che le donne devono affrontare e subire ben prima di arrivare alla pensione. Primo: le donne sono pagate in media il 30 e fino al 50 per cento in meno degli uomini a parità di mansioni. Fanno lo stesso lavoro per lo stesso orario con le stesse responsabilità e guadagnano anche la metà. Come mai? Saprebbe il ministro fornire una spiegazione non profondamente, culturalmente discriminatoria? Secondo: questo governo, il suo, ha appena eliminato la norma faticosamente fatta approvare dal precedente contro le dimissioni in bianco in caso di gravidanza. Le donne, essendo le uniche che partoriscono, sono soggette ad essere allontanate dal luogo di lavoro quando annunciano l’imminente maternità: dimissioni “spontanee” prefirmate all’atto dell’assunzione. C’era una norma che impediva questa pratica illegale, non c’è più. Come mai? In attesa di risposte che non verranno (o che scaricheranno su altri le responsabilità, come al solito) ci permettiamo di suggerire a Brunetta che nella sua affannosa ricerca di fannulloni può guardare anche dentro gli uffici di Palazzo Chigi dove - racconta Claudia Fusani - lavorano 560 fra poliziotti carabinieri finanzieri e persino 5 della Marina, mezzo reggimento in armi adibito a far fotocopie, accettare la posta e registrare ingressi.
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C’e’ una cosa che ci deve fare riflettere sul declino del paese. Nessuna delle due scarpe lanciate contro Bush era Made in Italy.
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Alemanno esorta noi romani a stringere i denti. N’artro po’ se li rompemo, i denti!
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Il Pd sembra vivere nell’iperuranio. Non ha appoggiato ieri il movimento della scuola, non appoggia domani lo sciopero generale della Cgil, resta cioè lontano dall’opposizione sociale che c’è e dai suoi protagonisti, e spesso e volentieri la osteggia. Non affronta quindi in concreto né le questioni del lavoro né quelle dell’economia, né quelle della conoscenza, né, tantomeno, quelle dell’ambiente. In breve: l’opposizione al governo Berlusconi si limita ad occasionali battute quotidiane, e lì si ferma. Intanto, come dicevamo, la destra governa, macina ipotesi, per lo più devastanti, costruisce il suo regime… Davvero, milioni di elettori e di cittadini si meriterebbero almeno un Partito, come il Dio di Sant’Anselmo d’Aosta, dotato dell’attributo dell’esistenza.
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