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"Le piaghe del lavoro italiano non sono “i fannulloni”, che non esistono come categoria determinante, ma “i fantuttoni” alla Brunetta. Non quelli che “fanno nulla” ma quelli che “fanno tutto” meglio di tutti: economia, scuola, cancelli, tornelli, lucchetti, giustizia~ E difatti non è più un caso di agitatissima demagogia ma di psicopatologia politica l’ idea che il lavoro possa essere regolato dal cartellino e dai chiavistelli. Dalla robotizzazione dei Fantozzi e dalla fantozzizzazione degli impiegati, dei dirigenti, dei ricercatori, degli scienziati, degli intellettuali, dei giudici, tutti, come i cinesi di Prato, inchiodati sulla sedia a cucire le borse. Al posto dell’ operaio di Junger, soldato (al soldo) della Tecnica, l’ Italia del 2008 ha dunque il Brunetta di Berlusconi, soldato del Lavoro Forzato. Il professore Brunetta, pur gonfio di rancore, rimane infatti, come egli stesso ama scandire, un so-cia-li-sta, con in testa l’ operaio ottocentesco della grande tradizione. Perciò scambia il lavoro con la maledizione biblica e l’ ufficio con il campo rieducativo alla Pol Pot, in un mondo dove, al contrario, il lavoro cerca di farsi creativo, divertente, ubiquo."