Raccolta Indifferenziata - miniblog |
Il miniblog di Raccolta Indifferenziata /Tutto quello di cui che avremmo anche potuto parlare sul blog, oppure no... e qualcosa di cui abbiamo parlato o prima o poi parleremo. |
«Il messaggio che passa da questi show», hanno continuato i tre conduttori, «è che per emergere bisogna essere così, e che quindi la persona perbene che lavora da mattino a sera, e che magari ha l’ambizione di crearsi una famiglia, non vale nulla». Ovvero: Vladimir Luxuria non è una persona perbene. E non lo è in quanto transgender. Così come neppure è da considerarsi persona “normale”, tanto che sarebbe tutta da verificare la veridicità del televoto che ne ha decretato la vittoria, poiché «la maggior parte della gente sta con noi della Lega, con noi che difendiamo la famiglia e i valori naturali, con noi che abbiamo l’orticaria di fronte a questo tipo di messaggi e che portiamo avanti una visione della società fatta da persone vere, normali, reali, mentre quella non è la normalità».
Abbiamo capito, essere normali (normali…?) significa essere delle teste di cazzo!
Perché se tante critiche possono essere legittimante mosse al format dei reality show, è intollerabile che un programma televisivo possa essere definito «diseducativo» per la sola presenza di una transgender, «in orari in cui anche i bambini sono davanti alla televisione», col rischio che che «il messaggio sessuale di Vladimir Luxuria faccia breccia nei giovani, che sono portati alla trasgressione. Perché anche noi abbiamo trasgredito, ma in maniera sana, con le ragazze».
Per legge occorrerebbe vietare ai bambini e ai gggiovani l’ascolto di Radio Padania… e non solo a loro!